L'ambiente marino

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Le varie suddivisioni degli ambienti marini, il sistema fitale ed afitale, i vari piani dei sistemi, dall' adlitorale al circalitorale vai >>

Composizione dell'acqua di mare e caratteristiche

Composizione acqua di mare

La composizione dell'acqua marina, le percentuali dei sali disciolti, la salinitàvai>>

Caratteristiche

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La luce nel mare

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L'assorbimento della luce nel mare, lo spettro, l'influenza sulla vita, le suddivisioni in zone eufotica oligofotica afotica vai>>

La barriera corallina

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Descrizioni delle barriere coralline, le origini e la formazione, le madrepore, la simbiosi con le alghe simbionti, le zooxantelle vai>>

Il plancton

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Le alghe simbionti dei coralli: le zooxantelle

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L'ambiente marino

L'ambiente marino viene tradizionalmente suddiviso in dominio bentonico e dominio pelagico.
Piani sistema fitale bentonico

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Per dominio bentonico si intende l'ambiente dove vivono tutti gli organismi legati più o meno direttamente ai fondali. Da questo si distingue il dominio pelagico che comprende le acque libere, che si estendono dalla superficie fino agli abissi delle fosse oceaniche e nelle quali vivono tutti gli organismi che conducono una vita non vincolata in maniera esclusiva al fondale.
Il dominio bentonico è a suddiviso in due sistemi, Fitale ed Afitale. A loro volta questi sistemi sono composti da piani, cinque per il sistema Fitale (Adlitorale, Sopralitorale, Mesolitorale, Infralitorale, Circalitorale) e tre per il sistema Afitale: Batiale, Abissale, Adiale.
Di seguito sono descritti i cinque piani del sistema Fitale:
Adlitorale
Il piano adlitorale è il piano più alto sul livello medio del mare; esso viene influenzato indirettamente dall'acqua del mare che vi arriva sotto forma di vento salso o vi si infiltra per capillarità o per altri fenomeni di penetrazione.

Sopralitorale
Il piano sopralitorale si colloca nella zona di transizione tra l'ambiente terrestre e quello marino.
Esso è limitato superiormente dall'altezza massima raggiunta dagli spruzzi dei frangenti ed inferiormente dal livello più alto dell'alta marea.
Dal punto di vista ambientale è l'unico piano costantemente emerso del sistema fitale marino. Presenta forti escursioni termiche, intensa radiazione luminosa, notevoli variazioni della salinità dipendenti dalla evaporazione e dagli apporti di acque meteoriche.
Tutte queste caratteristiche sono ancor più pronunciate nelle pozze sopralitorali.
Inferiormente esso è limitato dal livello massimo raggiunto dalle acque per il duplice effetto delle maree e del moto ondoso; superiormente è limitato, sui substrati rocciosi, dal livello raggiunto dagli spruzzi dovuti al moto ondoso e al vento, con una estensione verticale media di sei metri nelle stazioni mediamente battute del Mediterraneo, mentre sui substrati mobili è limitato dal livello raggiunto dalle infiltrazioni di acqua marina nel sedimento.
Sui substrati di roccia calcarea la vegetazione dominante è costituita da Cianoficee e Licheni formanti incrostazioni che si presentano come bande sovrapposte di colore variante dal grigio chiaro al nero.
I substrati di rocce vulcaniche sono molto meno favorevoli all'insediamento delle forme endolitiche e presentano una vegetazione più povera.

Mesolitorale
Il piano mesolitorale è compreso tra il limite massimo di alta marea ed il limite minimo di bassa marea.
In Mediterraneo, caratterizzato da maree deboli, tali limiti dipendono soprattutto dal moto ondoso più che dalle oscillazioni di marea.
Leathesia difformis
Questo piano vegetazionale è compreso tra il sopralitorale, sempre emerso, e l'infralitorale sempre sommerso, ed è caratterizzato da una alternanza più o meno regolare di emersione e di sommersione dipendente principalmente dalla marea.
L'estensione verticale del piano dipende dalle escursioni di marea che, in Mediterraneo, hanno valori medi di 20-30 cm e massimi di 1,5-1,8 m. Tale estensione può variare localmente sino a raggiungere oltre 2 metri di ampiezza in rapporto alla conformazione della costa, al moto ondoso e alla situazione metereologica.

Nel piano Mesolitorale sono distinguibili un sottopiano superiore ed uno inferiore, rispettivamente al di sopra e al di sotto del livello medio del mare.
Il sottopiano superiore presenta un manto vegetale discontinuo con un accentuato periodismo stagionale ed una forte influenza edafica da parte della natura chimica della roccia (silicea o calcarea) e della sua consistenza (compatta o friabile); in esso in condizioni ottimali sono riconoscibili tre orizzonti, evidenziati da tre cinture vegetali.
Il sottopiano inferiore è caratterizzato da un manto vegetale denso e continuo.
Durante la bassa marea, se il mare è calmo, questo sottopiano resta scoperto a lungo, altrimenti viene continuamente umettato per effetto del moto ondoso; in questo sottopiano si distinguono due orizzonti, evidenziati da cinture vegetali, diversificate in differenti situazioni ambientali ed in specifiche regioni biogeografiche.

Infralitorale
Il piano infralitorale, il cui limite superiore è dato dalla linea di bassa marea, si estende fino alla massima profondità raggiunta dai vegetali fotofili.
Caulerpa sertularoides e C. racemosa
In Mediterraneo tale limite è intorno ai -40 m, tuttavia esso dipende dalle caratteristiche fisico-chimiche dell'acqua ed in special modo dalla trasparenza della stessa.
I vegetali fotofili che caratterizzano questo piano sono le Angiosperme sui fondi mobili e le grandi alghe brune sui fondi duri o rocciosi.
Il piano infralitorale è limitato superiormente dal livello occupato da specie vegetali che non possono sopportare emersioni prolungate. Il suo livello inferiore corrisponde alla profondità di compensazione delle Angiosperme e delle alghe fotofile.
Naturalmente questa profondità dipende dalla penetrazione della luce che è strettamente legata alla torbidità delle acque. In Mediterraneo questo piano si estende oltre i 35 metri di profondità nel bacino occidentale e leggermente più in profondità in quello orientale.

Il piano infralitorale può essere diviso in due sottopiani: sottopiano superiore e sottopiano inferiore, tale diversificazione in sottopiani oltre che dalla luminosità può essere determinata dalla zonazione idrodinamica e dagli alotermoclini.
Un importante aspetto del piano infralitorale è costituito dalle lagune costiere che presentano una peculiare tipologia vegetazionale. Negli ultimi anni nel Mar Mediterraneo si è avuta la diffusione invasiva di alghe verdi del genere Caulerpa, sia autoctone che alloctone, che hanno costituito popolamenti ormai stabilizzati e ben strutturati in ampie zone dell'infralitorale superiore ed inferiore.

Circalitorale
Il piano circalitorale si estende al di sotto del limite inferiore dell'infralitorale spingendosi fino alla profondità massima alla quale le alghe pluricellulari possono esplicare la fotosintesi. Il circalitorale in Mediterraneo, su substrato roccioso, è condizionato da una intensità luminosa compresa tra 0,9% e 0,01% di quella della superficie. La temperatura oscilla tra 18ºC e 13,5ºC. Il limite inferiore del manto vegetale generalmente si interrompe tra 120 e 150 metri di profondità. Specie algali pluricellulari sono state raccolte fino a 200 metri di profondità ed in tutta la piattaforma continentale, ma si tratta di specie non strutturate in associazioni vegetali.
Il piano circalitorale comprende a sua volta due sottopiani:
  Sottopiano superiore, nel quale si riscontra una vegetazione stratificata, finisce mediamente intorno a 80 metri di profondità.
  Nel sottopiano inferiore, tra 80-130 metri di profondità, si ritrova una importante copertura vegetale ad opera di Melobesie libere e di specie algali aggreganti e reptanti. A profondità maggiore le forme vegetali presenti spesso sono cadute dal livello superiore e generalmente non si riproducono per via sessuale.

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